Un habitat per condominio

Aggiornato il: giu 15

Cari lettori e lettrici, riporto un estratto di un mio articolo pubblicato sulla rivista Enjoy Living.



Fino ad ora è mancato un forte pensiero architettonico sulla vegetazione integrata. Dal 2014, però, un nuovo trend è stato lanciato proprio da un’innovazione tutta italiana, Paese che da sempre è fucina di nuove idee architettoniche: il bosco verticale di Milano progettato dallo Studio Boeri. Sono edifici a torre concepiti come case per gli alberi in cui trovano alloggio anche gli umani.

Un concept nuovo e fortissimo, un boom che viene imitato in tutto il modo. Il bosco verticale fa

apparire vecchi e banali i grattacieli di ferro e vetro.

Chissà se Boeri si sia ispirato alla torre dei Guinigi, a Lucca, sulla cui sommità crescono sette bellissimi lecci. Gli alberi sono lì fin dal medioevo a dominare dall’alto l’antica città proteggendo la copertura della torre da sole e intemperie.

D’altronde i giardini pensili, da Babilonia in poi, non sono una novità, ma c’è stata una specie di amnesia architettonica in epoca moderna, tutta tesa a creare, come proclamava fiero Le Corbusier, "macchine per abitare", scientificamente studiate per assolvere ogni problematica concreta senza inutili orpelli, dimenticando, però, che gli esseri umani hanno anche bisogni e sentimenti che vanno oltre a quelli prettamente fisici, di cui non si può non tener conto.


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